Lac long (2387 m), Vallée de la Clarée, Francia

First snow, il Lac Long dopo una nevicata – Nikon D800, Tokina 16-28 f2,8, 16mm/ƒ/13/1s

Itinerario facile con una meravigliosa vista sulle montagne più belle della incontaminata valle della Clarée, una delle più pittoresche della Francia.

Partenza: Chalets de Laval ( Nevachè, Vallée de la Clarée) , parcheggio dove finisce la strada.

quota partenza: 2030m           quota arrivo: 2387m             dislivello totale: 357m

lunghezza del percorso: 2,7 km circa

Durata andata(ore): 1:00/1:15   Durata ritorno(ore): 0:50/1:00

Difficoltà: Facile, adatto a chi ha un minimo di allenamento in montagna

Note: L’accesso in automobile all’alta valle della Clarée nei mesi di luglio e agosto è chiuso dalle ore 10:00 alle 18:00, in questo orario c’è la possibilità di accedere al punto di partenza dell’itinerario con una comoda navetta.


Il massiccio del Cerces si riflette in una piccola pozza – Nikon D300, Nikkor 18/70 f3,5/4,5 , 18mm, f11, 1/160s

Dal parcheggio di Laval proseguire sulla comoda strada sterrata in direzione del rifugio Drayères e dopo un chilometro prendere sulla destra il sentiero in direzione del col des Muandes e dei laghi Long e Rond . Dopo circa un ora di cammino si arriva al lac long a quota 2387 m.

Dal lac Long   in direzione ovest c’è una  meravigliosa vista sulle bellissime cime del massiccio del Cerces ( (la pointe des Cerces 3097 m, la Roche de Crepin 2942 m, la pointe du Riou Blanc 2799 m e la pointe des Blanchets 2953 m) .

Proseguendo in salita oltre il lac Long consigliamo di visitare anche il lac Rond ( 2446 m), che si raggiunge in circa 15 minuti.


Il lac long all’ inizio dell’ inverno, dopo la prima nevicata – Nikon D800, Tokina 11-16 f2,8 ,  15mm, f13, 20s, cavalletto


 

Link utili:

http://www.refugesclareethabor.com/it/il4-rifugio_i25701-refuge-des-drayeres.aspx  informazioni sul rifugio des Drayeres

http://www.camping-fontcouverte-nevache-alpes.fr/  il sito del campeggio di Fontcouverte, ottimo punto di partenza per splendide escursioni

http://www.nevache-tourisme.fr/it/    il sito ufficiale del turismo della Val Clarèe



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Altopiano e rifugio della Gardetta ( 2335 m) – Valle Maira(Cuneo)

Il Monte Cassorso ( 2776 m) si specchia in un piccolo laghetto.

Itinerario turistico con una vista magnifica sull’ altopiano della Gardetta con le sue splendide montagne.

Partenza: Colle del Preit (2083 m)

quota partenza: 2083m             quota arrivo: 2335m               dislivello totale: 352m

lunghezza del percorso: 3,7km circa

Durata andata(ore): 0:50/1:00    Durata ritorno(ore): 0:45

Difficoltà: Turistico, ideale per tutta la famiglia, l’intero itinerario indicato si svolge su comoda strada sterrata.


Una splendida lama di luce illumina le dolomitiche montagne dell’altopiano della Gardetta.

Quello che vi presentiamo oggi è un’itinerario molto facile che si snoda lungo la comodissima strada sterrata che porta al rifugio della Gardetta.  Lungo tutto il percorso si potrà godere di una splendida vista sull’altopiano con le sue splendide montagne, prima tra tutte Rocca la Meja ( 2831m), che gli hanno valso il riconoscimento nel 2001 come Patrimonio Geologico Italiano. Dal parcheggio antistante l’Agriturismo La Meja, dove vendono ottimi formaggi d’alpeggio, si imbocca la strada sterrata che si snoda in salita verso ovest. E’ possibile utilizzare alcune scorciatoie segnalate (tacche gialle dei Percorsi Occitani e tacche arancioni della Valle Maira Sky Marathon) per accorciare il percorso ed immergersi maggiormente nella natura del luogo.  Dopo circa 45/50 minuti si arriva ad una sbarra che blocca l’accesso ai mezzi motorizzati, si passa oltre ed in meno di 10 minuti si arriva al Rifugio della Gardetta a quota 2335m. E’ possibile proseguire oltre il rifugio, sempre seguendo la strada con lunghi tornanti fra i pascoli, per raggiungere in 15/20 minuti il passo della Gardetta ( 2437 m ) dal quale abbiamo una splendida vista sul massiccio del bellissimo Monte Oronaye (m 3100).


Il rifugio della Gardetta ( 2335 m) e i resti di alcune trune.

Note per chi volesse evitare la camminata:

L’intero tracciato dal colle del Preit alla sbarra è interamente percorribile con mezzi motorizzati ma regolamentata nelle domeniche di luglio e settembre e nei week-end di agosto. Leggi l’ordinanza del Comune di Canosio dell’estate 2014    La strada è leggermente deteriorata ma abbastanza percorribile anche da normali autovetture, tuttavia l’utilizzo di un mezzo 4×4 è da preferire, anche per la possibilità di proseguire il percorso in direzione del colle di Valcavera sulla vecchia strada militare aperta solo ai fuoristrada.


Rocca la Meja vista dal Rifugio Gardetta.


CONSIGLI FOTOGRAFICI:

L’altopiano della Gardetta è un luogo affascinante che offre al visitatore una vista mozzafiato a 360°.  Per la fotografia di paesaggio è sicuramente una location al top, perché ovunque si guardi c’è qualche splendido scorcio da fotografare. Assolutamente consigliato un obiettivo grandangolare da 14/16mm su fullframe o 10/12mm su Apsc ma altrettanto importante anche un buon zoom normale (18/55mm su APSC o 24/70mm su fullframe) vista l’ampiezza dell’altopiano. Per cogliere i dettagli più lontani potrebbe essere utile un buon teleobiettivo.

E’ indispensabile un buon cavalletto per poter fotografare con poca luce.

Il cielo sopra l’altopiano è uno dei più bui d’Europa, il pochissimo inquinamento luminoso rende le notti indimenticabili e perfette per la fotografia notturna.


Il monte Cassorso all'alba si specchia in un piccolo laghetto.

Il monte Cassorso all’alba si specchia in un piccolo laghetto.

Un pò di storia:

L’ intero altopiano è da secoli una zona di grande interesse strategico per la difesa dei confini. Passeggiando tra i pascoli è facile riconoscere tantissimi resti di vecchie opere militari . Le più antiche, risalenti al ‘700, sono chiamate Trune e sono costituite da semplici buche nel terreno con un soffitto di pietra ad arco e muri a secco. Di fine ‘800 sono invece i vari Baraccamenti della Gardetta, della Bandia e del lago della Meja. Infine ci sono parecchi bunker che fan parte del Vallo Alpino costruito in previsione della seconda guerra mondiale. Per chi volesse approfondire la propria conoscenza sulle opere militari di questa zona consigliamo di leggere “DA VALCAVERA A MARGHERINA TRUNE E RICOVERI AL COLLE DEL MULO” di Massimo Robotti       http://www.fortebramafam.it/PDF/Quaderni_Forte/robotti_m-da_valcavera_a_margherina-P&A_2012.pdf


Prime luci dell’alba sui monti Oseròt e Brancia

Link utili:

http://www.rifugiogardetta.it/pagina.asp?id=1   il sito del rifugio Gardetta con 25 posti letto

http://www.agriturismolameja.it/  il sito dell’agriturismo la Meja dove è anche possibile pernottare



La mappa:

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Bardenas Reales – Spagna

Bardenas Reales de Navarra


panorama bardenas

Vista panoramica del Castildetierra, Bardenas Reales, Spagna, Nikon D800, Tokina 16-28, treppiede, 5 scatti verticali

Bardenas Reales è stata una delle mete del nostro viaggio in macchina, una Fiat 500, con la quale nel mese di agosto 2014 abbiamo attraversato i pirenei francesi e spagnoli, per raggiungere le coste basche e poi spingerci fino in Spagna nella zona della Riberia. Solo il viaggio in macchina è stata una esperienza intensa e ricca di sorprese, abbiamo portato con noi lo stretto necessario tra cui la tenda da campeggio e il fornelletto a gas, essenziali al fine di poter improvvisare e godere a pieno dei luoghi da visitare e da vivere.


Autoscatto di Patrizia davanti al Castildetierra. Nikon D3000, Tokina 11-16 f2.8, treppiede, 11m, 1/100s, f13

Bardenas Reales è un parco naturale che si trova nella località di Arguedas in Spagna, nella zona sudorientale della Navarra, vicino a Tudela, esso è protagonista di una bellezza selvaggia e incontaminata, al punto da esser dichiarato Riserva della Biosfera dall’Unesco. Varcato l’ingresso la sensazione immediata è stata come se fossimo entrati nella scenografia di un vecchio film western, un paesaggio semidesertico, dove la estensione di oltre 42.500 ettari sembra infinita e colpisce al punto da mozzare il fiato e far vibrare l’anima. L’immenso parco è caratterizzato da un habitat pseudo steppico scolpito dall’erosione del terreno a base di argilla, gesso e arenaria nel corso di milioni di anni. L’erosione ha scolpito dirupi, altopiani e colli solitari, il più famoso Castildetierra, tutti dalle forme insolite e stravaganti al punto da creare un paesaggio lunare, intimo quasi mistico per la pace e il silenzio che regna in quello spazio infinito.


Gli splendidi colori di Bardenas Reales all’alba. Nikon D800, Tokina 16-28, treppiede, 16mm, 2s, f18

Il Parco è suddiviso in tre zone: Il Plano, dove i terreni sono più pianeggianti e presentano diverse colture, la Bardena Blanca dove si trovano le formazioni erosive più spettacolari di Castildetierra e Pisquerra, qui sono presenti alti colli, aridi precipizi ed è localizzato anche un poligono di tiro frequentato da aerei militari. Ultima zona è la Bardena Negra, dal paesaggio più scuro a causa della presenza di boschi di pino d’Aleppo misti a macchia. Bardenas Reales offre oltre 700 Km di sentieri da percorrere in bici o a piedi ma nel periodo tra il mese di marzo e agosto vengono chiuse al pubblico alcune aree per proteggere la nidificazione di numerose specie di uccelli. Le zone interessate dal divieto di accesso sono quelle della Ralla, Rallón, Pisquerra, La Gorra e Balsa de Zapatae e sono segnalate da cartelli sulle strade principali. Per poter godere appieno delle bellezze che questo parco è in grado di donare, conviene visitarlo nei mesi da settembre a febbraio.  Noi abbiamo visitato una parte del parco autonomamente in automobile con l’ausilio di una mappa, nel rispetto delle norme previste di non transitare fuori dai percorsi segnalati.


Noi   bardenas

E’ stata un’esperienza fantastica, immensa, abbiamo assaporato e respirato ogni attimo di quei paesaggi unici e siamo riusciti a trovare un angolino per cucinare i nostri spaghetti aglio olio e peperoncino e bere il nostro bicchiere di vino nel pieno rispetto dell’ambiante circostante. Abbiamo girato senza tregua fino al tardo pomeriggio, in attesa di poterci perdere nei caldi e intensi colori del tramonto, dove lo spettacolare Castildetierra assumeva tonalità cangianti al calar del sole e intorno a noi si avvertiva un’atmosfera quasi magica mentre posizionavamo le nostre reflex e mettevamo a fuoco attimi di eterna bellezza.

Bardenas Reales è un luogo che non ci stancheremo mai di visitare.

Autoscatto di Patrizia nel paesaggio lunare di Bardenas Reales. Nikon D3000, Tokina 11-16 f2.8, treppiede, 11mm, 1/80s, f13


CONSIGLI FOTOGRAFICI:

Il parco di Bardenas Reales è un luogo unico che offre al visitatore una vista mozzafiato a perdita d’occhio. La bellezza di queste terre incontaminate  rende questi luoghi perfetti per la fotografia di paesaggio, è quindi assolutamente consigliato un obiettivo grandangolare da 14/16mm su fullframe o 10/12 su Apsc. E’ consigliato anche un buon teleobiettivo (300mm o più) per cogliere i dettagli e soprattutto per poter fotografare l’avifauna che è molto ricca in questa zona. Come sempre nella fotografia di paesaggio è indispensabile un buon cavalletto per poter fotografare anche con poca luce.

L’immensità del territorio di Bardenas e l’assenza di catene montuose nelle vicinanze fa si che la primissima luce dell’alba e l’ultima del tramonto possano illuminare il paesaggio e regalarci splendide fotografie. Inoltre il poco inquinamento luminoso e l’aria tersa rendono le notti indimenticabili e perfette per la fotografia notturna.

Il Castildetierra al crepuscolo. Nikon D800, Tokina 16-28 f2.8, treppiede, 16mm, 30s, f2.8


CONSIGLI PER IL VIAGGIO:

Dormire:

II campeggio all’aperto è vietato nell’intera area del parco, tuttavia il bivacco notturno è consentito e non viola la normativa esistente. Roulotte e camper possono sostare solamente nella zona del bacino idrico Embalse del Ferial.

Ad Arguedas esistono alcune case rural dove è possibile affittare una stanza a buon prezzo e nella vicina citta di Tudela è possibile pernottare in uno dei tanti hotel presenti.

Alcuni link utili per chi volesse visitare questo splendido parco:

http://www.bardenasreales.es/inicio.php  il sito ufficiale del parco

http://www.spain.info/it/que-quieres/naturaleza/espacios-naturales/parque_natural_de_bardenas_reales.html   altro sito spagnolo con informazioni utili


MAPPA

Di seguito la mappa dove abbiamo indicato la strada di accesso al parco che porta dal paese di Arguedas al Castildetierra ( percorso in blu) e la strada che percorre i limiti dell’area militare interdetta al pubblico e che permette di vedere da vicino molte zone interessanti  ( percorso in nero ).

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Lago Laramon ( 2359m), Vallée de la Clarée, Francia

La Crete du Diable ( 2869m) illuminata dalla luce dell’alba si specchia nel lago Laramon.

Itinerario con una splendida vista sulle montagne della pittoresca valle della Clarée, considerata uno dei luoghi più belli di Francia.

Partenza: Chalets de Fontcouverte, parcheggio subito dopo il ponte, di fronte al campeggio

quota partenza: 1857m           quota arrivo: 2359m             dislivello totale: 502m

lunghezza del percorso: 3,6 km circa

Durata andata(ore): 1:15/1:30   Durata ritorno(ore): 0:50/1:00

Difficoltà: Facile, adatto a chi ha un minimo di allenamento in montagna

Note: L’accesso in automobile all’alta valle della Clarée nei mesi di luglio e agosto è chiuso dalle ore 10:00 alle 18:00, in questo orario c’è la possibilità di accedere al punto di partenza dell’itinerario con una comoda navetta.


Vista del lago Laramon dal sentiero che sale verso il lago du Serpent.


Questa bella escursione vi porterà a visitare uno dei tanti pittoreschi laghi alpini nella valle della Clarée. Si parte dal parcheggio dopo il ponte di legno sul torrente Clarèe, in località Chalets de Fontcouverte. Si torna indietro attraversando il ponte e si imbocca una comoda strada sterrata sulla sinistra in direzione del Refuge de Ricou. Raggiunto il rifugio Ricou ad una quota di 2115m, subito dopo il gruppo di casette, si prende il sentiero sulla destra che sale verso il lago. Dopo circa 1,2 km dal rifugio si incrocia un altro sentiero che porta verso l’alta valle, continuare dritto in salita per altri 600m circa fino a raggiungere il lago.

Un escursionista osserva le cime della val Clarèe e l’inconfondibile Barre des Écrins con i suoi ghiacciai.


Dal lago Laramon si apre di fronte ai nostri occhi un meraviglioso panorama alpino con molteplici cime, che danno il meglio di se nella calda luce dorata dell’alba. Da dietro le montagne della Clarèe fa capolino l’inconfondibile cima della Barre des Écrins, che con un’altezza di  4.102 metri è la più alta della regione.

Proseguendo in salita oltre il lago Laramon consigliamo di visitare anche il lago du Serpent ( 2448m ), che si raggiunge in circa 15 minuti.


La Crete du Diable mt. 2869


Link utili:

http://www.camping-fontcouverte-nevache-alpes.fr/  il sito del capeggio di Fontcouverte, ottimo punto di partenza per splendide escursioni

http://www.nevache-tourisme.fr/it/    il sito ufficiale del turismo della Val Clarèe


LA MAPPA DELL’ITINERARIO:

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Escursione al forte Malamot ( 2917m) – Moncenisio, Francia

Il forte Malamot visto dall’alto

Itinerario molto bello e ricco di storia.

Partenza: strada sterrata militare chiusa al traffico dietro al forte Varisello

quota partenza: 2000m  circa           quota arrivo: 2917m          dislivello totale: 917m

lunghezza del percorso: 8/8,5 km circa ( di meno se si utilizza il sentiero che taglia alcuni tornanti della strada)

Durata andata(ore): 2:30/3:00    Durata ritorno(ore): 2:00

Difficoltà: Facile ma lungo, tutto il percorso si sviluppa su comoda strada sterrata.


vista posteriore del forte Malamot, sullo sfondo la valsusa

Questa bella escursione è facile ed il percorso si svolge interamente lungo la vecchia strada militare che porta dalla diga al forte Malamot.  E’ consigliato un buon allenamento in montagna per via della lunghezza del percorso di oltre 8km e del dislivello che inizia ad essere impegnativo (917m circa). C’è la possibilità di accorciare il tragitto utilizzando un sentiero, che permette di tagliare alcuni dei lunghi tornanti. Lungo tutto il percorso si gode di una splendida vista sul lago del Moncenisio e si incontrano parecchi resti di opere militari risalenti alla fine dell’800 e alla seconda guerra mondiale. Arrivati in cima si può godere di una splendida vista a 360° dove lo sguardo spazia dal monte Rocciamelone alle cime della Vanoise. Vi consigliamo assolutamente di visitare il forte Malamot, i suoi baraccamenti e gli innumerevoli bunker della WW2, che hanno un grande valore storico.

Con un po’ di fortuna potrete incontrare gli abitanti di queste montagne come le aquile, i gipeti, gli ermellini, i pivieri tortolini( fine agosto), i camosci ed un nutrito gruppo di stambecchi che ogni tanto frequenta il forte in cerca di sale da leccare sui vecchi muri.

Un’ ospite del forte ci osserva dall’alto delle vecchie mura


Un pò di storia:

Il forte Malamot ( o caserma Malamot ) è una struttura militare edificata nel 1889 in prossimità della vetta del monte Malamot a difesa della zona del sottostante lago Bianco e del versante settentrionale del monte Pattacroce. Per la sua grande importanza strategica venne utilizzato, nonostante l’elevata quota, anche nei rigidi inverni alpini. Già abbandonato da parecchi anni, durante il secondo conflitto mondiale venne riutilizzato il vecchio osservatorio per l’opera in caverna n°6, una dei tanti bunker del vallo alpino occidentale presenti nella zona e costruito proprio nella roccia sotto al forte.

l’osservatorio del forte nel punto più elevato


!!!   Il forte ed i suoi baraccamenti si possono visitare, ma non sono in buone condizioni generali. si consiglia molta prudenza per la possibilità di crolli. I bunker della seconda guerra mondiale sono in condizioni generalmente buone, ma anche qui occorre essere prudenti  !!!


LA MAPPA DELL’ITINERARIO:

Nella mappa è indicato anche l’itinerario che attraversa la diga del Moncenisio da fare in automobile per raggiungere il punto di partenza dell’escursione a piedi.

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