Altopiano e rifugio della Gardetta ( 2335 m) – Valle Maira(Cuneo)

Il Monte Cassorso ( 2776 m) si specchia in un piccolo laghetto.

Itinerario turistico con una vista magnifica sull’ altopiano della Gardetta con le sue splendide montagne.

Partenza: Colle del Preit (2083 m)

quota partenza: 2083m             quota arrivo: 2335m               dislivello totale: 352m

lunghezza del percorso: 3,7km circa

Durata andata(ore): 0:50/1:00    Durata ritorno(ore): 0:45

Difficoltà: Turistico, ideale per tutta la famiglia, l’intero itinerario indicato si svolge su comoda strada sterrata.


Una splendida lama di luce illumina le dolomitiche montagne dell’altopiano della Gardetta.

Quello che vi presentiamo oggi è un’itinerario molto facile che si snoda lungo la comodissima strada sterrata che porta al rifugio della Gardetta.  Lungo tutto il percorso si potrà godere di una splendida vista sull’altopiano con le sue splendide montagne, prima tra tutte Rocca la Meja ( 2831m), che gli hanno valso il riconoscimento nel 2001 come Patrimonio Geologico Italiano. Dal parcheggio antistante l’Agriturismo La Meja, dove vendono ottimi formaggi d’alpeggio, si imbocca la strada sterrata che si snoda in salita verso ovest. E’ possibile utilizzare alcune scorciatoie segnalate (tacche gialle dei Percorsi Occitani e tacche arancioni della Valle Maira Sky Marathon) per accorciare il percorso ed immergersi maggiormente nella natura del luogo.  Dopo circa 45/50 minuti si arriva ad una sbarra che blocca l’accesso ai mezzi motorizzati, si passa oltre ed in meno di 10 minuti si arriva al Rifugio della Gardetta a quota 2335m. E’ possibile proseguire oltre il rifugio, sempre seguendo la strada con lunghi tornanti fra i pascoli, per raggiungere in 15/20 minuti il passo della Gardetta ( 2437 m ) dal quale abbiamo una splendida vista sul massiccio del bellissimo Monte Oronaye (m 3100).


Il rifugio della Gardetta ( 2335 m) e i resti di alcune trune.

Note per chi volesse evitare la camminata:

L’intero tracciato dal colle del Preit alla sbarra è interamente percorribile con mezzi motorizzati ma regolamentata nelle domeniche di luglio e settembre e nei week-end di agosto. Leggi l’ordinanza del Comune di Canosio dell’estate 2014    La strada è leggermente deteriorata ma abbastanza percorribile anche da normali autovetture, tuttavia l’utilizzo di un mezzo 4×4 è da preferire, anche per la possibilità di proseguire il percorso in direzione del colle di Valcavera sulla vecchia strada militare aperta solo ai fuoristrada.


Rocca la Meja vista dal Rifugio Gardetta.


CONSIGLI FOTOGRAFICI:

L’altopiano della Gardetta è un luogo affascinante che offre al visitatore una vista mozzafiato a 360°.  Per la fotografia di paesaggio è sicuramente una location al top, perché ovunque si guardi c’è qualche splendido scorcio da fotografare. Assolutamente consigliato un obiettivo grandangolare da 14/16mm su fullframe o 10/12mm su Apsc ma altrettanto importante anche un buon zoom normale (18/55mm su APSC o 24/70mm su fullframe) vista l’ampiezza dell’altopiano. Per cogliere i dettagli più lontani potrebbe essere utile un buon teleobiettivo.

E’ indispensabile un buon cavalletto per poter fotografare con poca luce.

Il cielo sopra l’altopiano è uno dei più bui d’Europa, il pochissimo inquinamento luminoso rende le notti indimenticabili e perfette per la fotografia notturna.


Il monte Cassorso all'alba si specchia in un piccolo laghetto.

Il monte Cassorso all’alba si specchia in un piccolo laghetto.

Un pò di storia:

L’ intero altopiano è da secoli una zona di grande interesse strategico per la difesa dei confini. Passeggiando tra i pascoli è facile riconoscere tantissimi resti di vecchie opere militari . Le più antiche, risalenti al ‘700, sono chiamate Trune e sono costituite da semplici buche nel terreno con un soffitto di pietra ad arco e muri a secco. Di fine ‘800 sono invece i vari Baraccamenti della Gardetta, della Bandia e del lago della Meja. Infine ci sono parecchi bunker che fan parte del Vallo Alpino costruito in previsione della seconda guerra mondiale. Per chi volesse approfondire la propria conoscenza sulle opere militari di questa zona consigliamo di leggere “DA VALCAVERA A MARGHERINA TRUNE E RICOVERI AL COLLE DEL MULO” di Massimo Robotti       http://www.fortebramafam.it/PDF/Quaderni_Forte/robotti_m-da_valcavera_a_margherina-P&A_2012.pdf


Prime luci dell’alba sui monti Oseròt e Brancia

Link utili:

http://www.rifugiogardetta.it/pagina.asp?id=1   il sito del rifugio Gardetta con 25 posti letto

http://www.agriturismolameja.it/  il sito dell’agriturismo la Meja dove è anche possibile pernottare



La mappa:

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Bardenas Reales – Spagna

Bardenas Reales de Navarra


panorama bardenas

Vista panoramica del Castildetierra, Bardenas Reales, Spagna, Nikon D800, Tokina 16-28, treppiede, 5 scatti verticali

Bardenas Reales è stata una delle mete del nostro viaggio in macchina, una Fiat 500, con la quale nel mese di agosto 2014 abbiamo attraversato i pirenei francesi e spagnoli, per raggiungere le coste basche e poi spingerci fino in Spagna nella zona della Riberia. Solo il viaggio in macchina è stata una esperienza intensa e ricca di sorprese, abbiamo portato con noi lo stretto necessario tra cui la tenda da campeggio e il fornelletto a gas, essenziali al fine di poter improvvisare e godere a pieno dei luoghi da visitare e da vivere.


Autoscatto di Patrizia davanti al Castildetierra. Nikon D3000, Tokina 11-16 f2.8, treppiede, 11m, 1/100s, f13

Bardenas Reales è un parco naturale che si trova nella località di Arguedas in Spagna, nella zona sudorientale della Navarra, vicino a Tudela, esso è protagonista di una bellezza selvaggia e incontaminata, al punto da esser dichiarato Riserva della Biosfera dall’Unesco. Varcato l’ingresso la sensazione immediata è stata come se fossimo entrati nella scenografia di un vecchio film western, un paesaggio semidesertico, dove la estensione di oltre 42.500 ettari sembra infinita e colpisce al punto da mozzare il fiato e far vibrare l’anima. L’immenso parco è caratterizzato da un habitat pseudo steppico scolpito dall’erosione del terreno a base di argilla, gesso e arenaria nel corso di milioni di anni. L’erosione ha scolpito dirupi, altopiani e colli solitari, il più famoso Castildetierra, tutti dalle forme insolite e stravaganti al punto da creare un paesaggio lunare, intimo quasi mistico per la pace e il silenzio che regna in quello spazio infinito.


Gli splendidi colori di Bardenas Reales all’alba. Nikon D800, Tokina 16-28, treppiede, 16mm, 2s, f18

Il Parco è suddiviso in tre zone: Il Plano, dove i terreni sono più pianeggianti e presentano diverse colture, la Bardena Blanca dove si trovano le formazioni erosive più spettacolari di Castildetierra e Pisquerra, qui sono presenti alti colli, aridi precipizi ed è localizzato anche un poligono di tiro frequentato da aerei militari. Ultima zona è la Bardena Negra, dal paesaggio più scuro a causa della presenza di boschi di pino d’Aleppo misti a macchia. Bardenas Reales offre oltre 700 Km di sentieri da percorrere in bici o a piedi ma nel periodo tra il mese di marzo e agosto vengono chiuse al pubblico alcune aree per proteggere la nidificazione di numerose specie di uccelli. Le zone interessate dal divieto di accesso sono quelle della Ralla, Rallón, Pisquerra, La Gorra e Balsa de Zapatae e sono segnalate da cartelli sulle strade principali. Per poter godere appieno delle bellezze che questo parco è in grado di donare, conviene visitarlo nei mesi da settembre a febbraio.  Noi abbiamo visitato una parte del parco autonomamente in automobile con l’ausilio di una mappa, nel rispetto delle norme previste di non transitare fuori dai percorsi segnalati.


Noi   bardenas

E’ stata un’esperienza fantastica, immensa, abbiamo assaporato e respirato ogni attimo di quei paesaggi unici e siamo riusciti a trovare un angolino per cucinare i nostri spaghetti aglio olio e peperoncino e bere il nostro bicchiere di vino nel pieno rispetto dell’ambiante circostante. Abbiamo girato senza tregua fino al tardo pomeriggio, in attesa di poterci perdere nei caldi e intensi colori del tramonto, dove lo spettacolare Castildetierra assumeva tonalità cangianti al calar del sole e intorno a noi si avvertiva un’atmosfera quasi magica mentre posizionavamo le nostre reflex e mettevamo a fuoco attimi di eterna bellezza.

Bardenas Reales è un luogo che non ci stancheremo mai di visitare.

Autoscatto di Patrizia nel paesaggio lunare di Bardenas Reales. Nikon D3000, Tokina 11-16 f2.8, treppiede, 11mm, 1/80s, f13


CONSIGLI FOTOGRAFICI:

Il parco di Bardenas Reales è un luogo unico che offre al visitatore una vista mozzafiato a perdita d’occhio. La bellezza di queste terre incontaminate  rende questi luoghi perfetti per la fotografia di paesaggio, è quindi assolutamente consigliato un obiettivo grandangolare da 14/16mm su fullframe o 10/12 su Apsc. E’ consigliato anche un buon teleobiettivo (300mm o più) per cogliere i dettagli e soprattutto per poter fotografare l’avifauna che è molto ricca in questa zona. Come sempre nella fotografia di paesaggio è indispensabile un buon cavalletto per poter fotografare anche con poca luce.

L’immensità del territorio di Bardenas e l’assenza di catene montuose nelle vicinanze fa si che la primissima luce dell’alba e l’ultima del tramonto possano illuminare il paesaggio e regalarci splendide fotografie. Inoltre il poco inquinamento luminoso e l’aria tersa rendono le notti indimenticabili e perfette per la fotografia notturna.

Il Castildetierra al crepuscolo. Nikon D800, Tokina 16-28 f2.8, treppiede, 16mm, 30s, f2.8


CONSIGLI PER IL VIAGGIO:

Dormire:

II campeggio all’aperto è vietato nell’intera area del parco, tuttavia il bivacco notturno è consentito e non viola la normativa esistente. Roulotte e camper possono sostare solamente nella zona del bacino idrico Embalse del Ferial.

Ad Arguedas esistono alcune case rural dove è possibile affittare una stanza a buon prezzo e nella vicina citta di Tudela è possibile pernottare in uno dei tanti hotel presenti.

Alcuni link utili per chi volesse visitare questo splendido parco:

http://www.bardenasreales.es/inicio.php  il sito ufficiale del parco

http://www.spain.info/it/que-quieres/naturaleza/espacios-naturales/parque_natural_de_bardenas_reales.html   altro sito spagnolo con informazioni utili


MAPPA

Di seguito la mappa dove abbiamo indicato la strada di accesso al parco che porta dal paese di Arguedas al Castildetierra ( percorso in blu) e la strada che percorre i limiti dell’area militare interdetta al pubblico e che permette di vedere da vicino molte zone interessanti  ( percorso in nero ).

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Lago Laramon ( 2359m), Vallée de la Clarée, Francia

La Crete du Diable ( 2869m) illuminata dalla luce dell’alba si specchia nel lago Laramon.

Itinerario con una splendida vista sulle montagne della pittoresca valle della Clarée, considerata uno dei luoghi più belli di Francia.

Partenza: Chalets de Fontcouverte, parcheggio subito dopo il ponte, di fronte al campeggio

quota partenza: 1857m           quota arrivo: 2359m             dislivello totale: 502m

lunghezza del percorso: 3,6 km circa

Durata andata(ore): 1:15/1:30   Durata ritorno(ore): 0:50/1:00

Difficoltà: Facile, adatto a chi ha un minimo di allenamento in montagna

Note: L’accesso in automobile all’alta valle della Clarée nei mesi di luglio e agosto è chiuso dalle ore 10:00 alle 18:00, in questo orario c’è la possibilità di accedere al punto di partenza dell’itinerario con una comoda navetta.


Vista del lago Laramon dal sentiero che sale verso il lago du Serpent.


Questa bella escursione vi porterà a visitare uno dei tanti pittoreschi laghi alpini nella valle della Clarée. Si parte dal parcheggio dopo il ponte di legno sul torrente Clarèe, in località Chalets de Fontcouverte. Si torna indietro attraversando il ponte e si imbocca una comoda strada sterrata sulla sinistra in direzione del Refuge de Ricou. Raggiunto il rifugio Ricou ad una quota di 2115m, subito dopo il gruppo di casette, si prende il sentiero sulla destra che sale verso il lago. Dopo circa 1,2 km dal rifugio si incrocia un altro sentiero che porta verso l’alta valle, continuare dritto in salita per altri 600m circa fino a raggiungere il lago.

Un escursionista osserva le cime della val Clarèe e l’inconfondibile Barre des Écrins con i suoi ghiacciai.


Dal lago Laramon si apre di fronte ai nostri occhi un meraviglioso panorama alpino con molteplici cime, che danno il meglio di se nella calda luce dorata dell’alba. Da dietro le montagne della Clarèe fa capolino l’inconfondibile cima della Barre des Écrins, che con un’altezza di  4.102 metri è la più alta della regione.

Proseguendo in salita oltre il lago Laramon consigliamo di visitare anche il lago du Serpent ( 2448m ), che si raggiunge in circa 15 minuti.


La Crete du Diable mt. 2869


Link utili:

http://www.camping-fontcouverte-nevache-alpes.fr/  il sito del capeggio di Fontcouverte, ottimo punto di partenza per splendide escursioni

http://www.nevache-tourisme.fr/it/    il sito ufficiale del turismo della Val Clarèe


LA MAPPA DELL’ITINERARIO:

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Escursione al forte Malamot ( 2917m) – Moncenisio, Francia

Il forte Malamot visto dall’alto

Itinerario molto bello e ricco di storia.

Partenza: strada sterrata militare chiusa al traffico dietro al forte Varisello

quota partenza: 2000m  circa           quota arrivo: 2917m          dislivello totale: 917m

lunghezza del percorso: 8/8,5 km circa ( di meno se si utilizza il sentiero che taglia alcuni tornanti della strada)

Durata andata(ore): 2:30/3:00    Durata ritorno(ore): 2:00

Difficoltà: Facile ma lungo, tutto il percorso si sviluppa su comoda strada sterrata.


vista posteriore del forte Malamot, sullo sfondo la valsusa

Questa bella escursione è facile ed il percorso si svolge interamente lungo la vecchia strada militare che porta dalla diga al forte Malamot.  E’ consigliato un buon allenamento in montagna per via della lunghezza del percorso di oltre 8km e del dislivello che inizia ad essere impegnativo (917m circa). C’è la possibilità di accorciare il tragitto utilizzando un sentiero, che permette di tagliare alcuni dei lunghi tornanti. Lungo tutto il percorso si gode di una splendida vista sul lago del Moncenisio e si incontrano parecchi resti di opere militari risalenti alla fine dell’800 e alla seconda guerra mondiale. Arrivati in cima si può godere di una splendida vista a 360° dove lo sguardo spazia dal monte Rocciamelone alle cime della Vanoise. Vi consigliamo assolutamente di visitare il forte Malamot, i suoi baraccamenti e gli innumerevoli bunker della WW2, che hanno un grande valore storico.

Con un po’ di fortuna potrete incontrare gli abitanti di queste montagne come le aquile, i gipeti, gli ermellini, i pivieri tortolini( fine agosto), i camosci ed un nutrito gruppo di stambecchi che ogni tanto frequenta il forte in cerca di sale da leccare sui vecchi muri.

Un’ ospite del forte ci osserva dall’alto delle vecchie mura


Un pò di storia:

Il forte Malamot ( o caserma Malamot ) è una struttura militare edificata nel 1889 in prossimità della vetta del monte Malamot a difesa della zona del sottostante lago Bianco e del versante settentrionale del monte Pattacroce. Per la sua grande importanza strategica venne utilizzato, nonostante l’elevata quota, anche nei rigidi inverni alpini. Già abbandonato da parecchi anni, durante il secondo conflitto mondiale venne riutilizzato il vecchio osservatorio per l’opera in caverna n°6, una dei tanti bunker del vallo alpino occidentale presenti nella zona e costruito proprio nella roccia sotto al forte.

l’osservatorio del forte nel punto più elevato


!!!   Il forte ed i suoi baraccamenti si possono visitare, ma non sono in buone condizioni generali. si consiglia molta prudenza per la possibilità di crolli. I bunker della seconda guerra mondiale sono in condizioni generalmente buone, ma anche qui occorre essere prudenti  !!!


LA MAPPA DELL’ITINERARIO:

Nella mappa è indicato anche l’itinerario che attraversa la diga del Moncenisio da fare in automobile per raggiungere il punto di partenza dell’escursione a piedi.

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Fort de la Turra (2529m) – Moncenisio, Francia

Vista del Fort de la Turra - Moncenisio, Francia

Vista del Fort de la Turra – Moncenisio, Francia

Itinerario molto bello e panoramico con una splendida vista sul lago del Moncenisio e sulla valle della Haute Maurienne.

Partenza: Colle del Moncenisio, parcheggio di fronte al ristorante

quota partenza: 2081m             quota arrivo: 2529m               dislivello totale: 448m

lunghezza del percorso: 2 km circa

Durata andata(ore): 1:15/1:30    Durata ritorno(ore): 0:50/1:00

Difficoltà: Facile ma sentiero ripido( solo un breve passaggio poco difficile con corda fissa difficoltà EE Escursionisti Esperti )


I baraccamenti del forte e sulla sinistra l'altura dove è costruito il fort de la Turra

I baraccamenti del forte e sulla sinistra l’altura dove è costruito il fort de la Turra

Quella che vi presentiamo oggi è una escursione facile alla portata di chiunque abbia un minimo di allenamento ed esperienza su sentieri di montagna. Il dislivello non è elevato ( 448m circa), il percorso è ben segnato ed il sentiero è sempre evidente. C’è un unico punto dove occorre aiutarsi con una corda presente in loco, ma non presenta nessuna difficoltà elevata. Lungo tutto il percorso si potrà godere di una splendida vista sul lago del Moncenisio e sulle montagne che lo circondano. Arrivati in cima al sentiero e raggiunto il forte sul punto più alto, potremo ammirare lo splendido panorama dell’Haute Maurienne e delle montagne della Vanoise. Si consiglia assolutamente di visitare il forte della Turra ed i suoi baraccamenti, che hanno un grande valore storico e sono testimonianza delle cruente battaglie che si sono svolte su questi monti durante la seconda guerra mondiale.


La vista mozzafiato sul lago del Moncenisio.

La vista mozzafiato sul lago del Moncenisio.

Un pò di storia:

Il forte venne costruito negli anni tra il 1891 e il 1895 su uno sperone di roccia situato in un’ importante posizione strategica dominante sul colle del Moncenisio a cavallo tra valsusa e la valle della Maurienne.  L’opera è composta da 2 bastioni e ha 2 entrate con ponti levatoi ed un osservatorio. Internamente alla montagna vennero scavate quattro postazioni di artiglieria, che battevano da una posizione dominante tutta l’area attorno al lago del Moncenisio. Il forte ebbe una grande importanza durante l’ultimo conflitto mondiale, dopo il quale fu definitivamente abbandonato.



!!!   Il forte è interamente visitabile ed in buone condizioni generali ma essendo abbandonato da 70 anni si consiglia molta prudenza per la possibilità di crolli in alcuni punti.   !!!


LA MAPPA DELL’ITINERARIO:

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ISOLE AZZORRE – FAIAL

Faial, l’isola azzurra


Ocean – Capelinhos – Nikon D300, Tokina 11-16 f2,8, 12mm, f13, 8s

Un’altra meravigliosa isola dell’arcipelago delle Azzorre è Faial, la cui città principale è Horta con il suo caratteristico porticciolo per gli yacht, molto pittoresco per la mole variopinta e variegata di murales sulle pareti e sul pavimento, essi sono una testimonianza dei diportisti di tutto il mondo, fatti come ricordo, o nel rispetto di una tradizione, che raccontava ai marinai di fare un dipinto sul muro, altrimenti non sarebbero arrivati a casa in salvo.


La città di Horta  vista dal monte da Guia – Nikon D800, Tokina 16-28, 16mm

Anche Faial è di origine vulcanica come tutte le Azzorre. Sono presenti grandi caldere a testimonianza degli eventi geologici del passato come la grande Caldeira di circa 2km di diametro posta a quasi 1000m di quota, osservabile in tutta la sua grandiosità dal punto più alto dell’isola, il Cabeço Gordo a 1043m. Altro splendido punto panoramico è il Monte da Guia dal quale possiamo ammirare la Caldeira do inferno e abbiamo una splendida vista sulla città di Horta e la vicina isola di Pico col suo enorme vulcano di oltre 2000m. Il vulcano Capelinhos nel punto più occidentale di Faial è tra le bellezze più suggestive delle isole Azzorre, un luogo dal paesaggio lunare e surreale. E’ presente ancora un bellissimo faro abbandonato dal quale si può osservare l’immensa porzione di terra emersa nell’eruzione del ’57/’58. Ci si può avventurare con un pò di attenzione in questo territorio di roccia e sabbia nera per ammirare da vicino le altissime scogliere che si gettano sul burrascoso oceano.  È meraviglioso lo spettacolo delle onde spumeggianti dell’Oceano, che si infrangono con forza sulle enormi pietre laviche color carbone, che contrasta con i colori caldi del vulcano, sotto un cielo che muta colore di continuo per gli enormi nuvoloni che lo sovrastano. Infatti anche a Faial il clima è alquanto instabile e il cambiamento repentino delle condizioni atmosferiche regala paesaggi emozionanti.


Sunset, Azores – Capelinhos,  Nikon D300, Tokina 11-16 f2,8, 11,5mm, f18, 30s cavalletto, filtro ndx400

CONSIGLI FOTOGRAFICI:

L’isola di Faial  è un luogo magico ricco di spunti fotografici.

E’ assolutamente consigliato un obiettivo supergrandangolare da 14/16mm su fullframe o 10/12 su apsc per fotografare gli splendidi paesaggi e le bellissime scogliere dell’ isola. Utilissimo anche un buon zoom normale (24-70 su fullframe o 18-55 su apsc) per foto di reportage.

E’ indispensabile  un buon cavalletto per poter fotografare anche nelle giornate di forte vento ( tutt’altro che rare) o con poca luce. Inoltre è meglio portare con se un buon filtro fotografico ND da 9/10 stop per creare l’effetto setoso dell’acqua dell’oceano che si infrange sugli scogli di roccia vulcanica.


Caldeira do inferno, Faial – Nikon D800, Tokina 16-28 f2,8, cavalletto

CONSIGLI PER IL VIAGGIO:

Voli aerei e traghetti:

Per arrivare sull’isola di Faial esistono molti voli con la compagnia Tap Portugal da alcuni aeroporti italiani. Non esistono voli diretti, si fa sempre scalo a Lisbona, ma potrebbe essere una buona occasione per visitare questa splendida città. Meglio muoversi con largo anticipo per prenotare perché i prezzi in alta stagione sono elevatissimi.

Noi abbiamo speso poco più di 250 euro a testa per il volo andata e ritorno prenotando 4/5 mesi prima e siamo partiti da Milano Malpensa, in quanto i voli da Torino erano sensibilmente più cari.

Noleggio auto:

Su Faial non esistono molti mezzi pubblici e, anche se sono presenti parecchi taxi a prezzi abbordabili, è comunque più conveniente e comodo noleggiare un’ automobile per essere totalmente indipendenti.  Per risparmiare bisogna muoversi per tempo in quanto la disponibilità è ridotta e all’ultimo minuto i prezzi sono elevati.

Dormire:

Per l’alloggiamento abbiamo provveduto dall’Italia tramite internet, affittando una camera in una casa rural nella zona  del vulcano Capelinhos, per essere più vicini a quella che reputiamo essere la zona più interessante per la fotografia di paesaggio. Su Faial ci sono molte più strutture rispetto all’isola di Flores e nella città di Horta ci sono alcuni Hotel.

Per i più avventurosi esistono dei campeggi.

Campeggi sull’ isola di Faial

Case rural sull’ isola di Faial

Mangiare:

Sono presenti diversi ristorantini lungo il porto di Horta, dove si può gustare un ottimo pesce a prezzi contenuti. Nel resto dell’ isola  i locali dove poter mangiare sono pochi, ci sono solo alcuni bar dove è possibile fare uno spuntino spendendo pochissimo.

I ristoranti chiudono la cucina abbastanza presto di sera e per chi, come noi, avesse la necessità di stare in giro fino a tardi per fotografare al tramonto, potrebbe essere un problema trovare un locale aperto.  Nella città di Horta esiste un fornitissimo supermercato, dove poter provvedere per tempo nell’occasione di un’ uscita fotografica.


Il vulcano Capelinhos al tramonto

Il vulcano Capelinhos al tramonto – Nikon D800, Tokina 16-28 f2,8

Lingua:

La lingua delle Azzorre è il Portoghese, ma grazie  alla vocazione turistica dell’arcipelago è possibile parlare inglese in quasi tutte le strutture.

Telefonare:

Prefisso per telefonare dal Portogallo all’ Italia:    00351

Prefisso per telefonare dall’ Italia al Portogallo:     0039

Documenti:

Per viaggiare nelle Azzorre è  sufficiente la carta d’identità valida per l’espatrio.

E’ consigliabile portare con se anche la tessera sanitaria ed eventualmente stipulare una polizza assicurativa che copra anche le spese dell’eventuale rimpatrio aereo se fosse necessario.



 

Link utili:

compagnia aerea TAP Portugal

Noleggio auto ilhaverde

Portale ufficiale del Turismo delle Azzorre

http://www.visitazores.com/it

azores-faial-map-930      clicca sulla mappa per vederla ingrandita

Leggi anche il nostro articolo sull’ isola di Flores:

https://reflexinviaggio.com/2015/08/12/isole-azzorre-flores/

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La composizione nella fotografia di paesaggio

L’arte della composizione nella fotografia di paesaggio.
La bellezza di un luogo e delle condizioni meteorologiche ha una grande importanza nella fotografia paesaggistica, ma deve essere valorizzata da una composizione efficace per ottenere una buona immagine. La fotografia non è solamente una mera riproduzione della realtà, ma una vera e propria interpretazione personale che trova in una composizione originale una grande forza espressiva.
Vediamo nel dettaglio alcune tecniche di composizione importanti nella fotografia paesaggistica:
– Regola dei terzi
regola_dei_terzi_griglia

La prima tecnica di base della composizione è la regola dei terzi. Si tratta di dividere il rettangolo della nostra fotografia con 2 linee orizzontali e 2 linee verticali equidistanti, le quali suddividono l’immagine in 9 rettangoli uguali più piccoli. Le linee
rappresentano dei riferimenti per posizionare ad esempio l’orizzonte del paesaggio mentre i punti di intersezione indicano dove idealmente andrebbe inserito il soggetto di maggior interesse della fotografia.


– Sezione aurea
confronto

La regola dei terzi è un modo semplice e approssimato di utilizzare una tecnica compositiva ben più raffinata, la sezione aurea, basata sul numero aureo 1,618033 scoperto nel ‘200 dal matematico Fibonacci. Il numero aureo ricorre molto spesso in natura e si scoprì che applicandolo alle arti figurative permetteva di creare delle
composizioni particolarmente piacevoli. Con la sezione aurea, in modo simile alla regola dei terzi, dividiamo il rettangolo dell’immagine con 2 righe orizzontali e 2 verticali non più equidistanti ma in modo che la distanza tra loro rispetti il numero aureo 1,618. Anche qui le righe e i punti di intersezione fungono da linee guida per disporre in modo equilibrato i soggetti della nostra fotografia.


– Spirale aurea
download

Ulteriore evoluzione della sezione aurea è la spirale aurea, che si ottiene suddividendo ripetutamente l’immagine in rettangoli aurei.La spirale ottenuta non individua solamente il punto di maggior interesse, ma anche una possibile linea guida per lo sguardo dell’osservatore.


– Imparare a guardare tutto il mirino della reflex
Un errore molto comune di chi è alle prime esperienze con la fotografia è quello di inquadrare il soggetto perfettamente centrale nella fotografia senza dare minimamente importanza a quanto lo circonda. Bisogna osservare con calma ogni parte dell’immagine per poter comporre in maniera efficace, solo così potremmo
eliminare tutto quanto non è indispensabile e includere nell’immagine solo gli oggetti veramente essenziali.


– Studiare la location e cambiare punto di vista
Esplorare con attenzione la location che vogliamo fotografare è il modo migliore per garantirci di trovare qualche cosa di curioso e originale da fotografare. Non limitiamoci alla prima composizione scontata ma muoviamoci spesso e cerchiamo ogni possibile inquadratura interessante. Proviamo ad abbassarci vicino al suolo oppure saliamo in alto per cercare dei punti di vista alternativi e diversi dal solito.
Al fine di studiare la location al meglio è consigliabile sfruttare le ore di luce meno favorevoli in modo da essere pronti quando le condizioni saranno le migliori.


– Imparare a pensare in modo astratto
Il fotografo deve imparare a pensare in modo astratto sul concetto di composizione per ottenere dei buoni risultati. Cerchiamo di andare oltre a quello che vediamo nella scena di fronte a noi; non dobbiamo pensare alle montagne, agli alberi, ai torrenti per quello che sono ma cerchiamo di vedere le varie forme geometriche, le linee che formano, il posizionamento dei vari elementi all’interno della scena e il colore che hanno. Questo primo processo mentale di scomposizione in forme più semplici del paesaggio è un passo importante: una volta che inizieremo a vedere i vari elementi di una scena in termini astratti, allora saremo pronti per affrontare le tecniche di composizione più avanzate.


– Eliminare gli elementi di disturbo
Per migliorare le nostre composizioni è importante cercare di semplificare il più possibile le nostre fotografie, togliendo tutto quanto non è importante ai fini compositivi e che può creare un elemento di disturbo in grado di distogliere l’attenzione dal vero soggetto. Ad esempio un singolo rametto che spunta nel cielo attira subito l’attenzione di chi osserva e disturba l’armonia generale dell’immagine.


– Utilizzare le forme per creare composizioni più complesse
Forme semplici, come triangoli, cerchi, curve, linee e zigzag attirano sempre l’occhio dell’osservatore . A volte la forma può essere la base per la composizione stessa, mentre altre volte può essere semplicemente la struttura di partenza per una composizione più complessa che implica anche altri elementi. Le figure inoltre possono trasmetterci delle sensazioni:
cerchio: staticità
quadrato: equilibrio
triangolo: movimento


– Creare profondità nelle foto
Variare la dimensione apparente dei soggetti di una scena può aiutare a creare profondità nelle nostre fotografie e portare l’occhio dello spettatore all’interno dell’immagine. Una tecnica efficace per ottenere questo risultato è chiamato prospettiva forzata e utilizza l’illusione ottica per rendere un oggetto molto più importante di quanto non sia nella realtà. Si realizza avvicinandosi con un obiettivo ultragrandangolare al soggetto in primo piano, esagerando in tal modo le sue dimensioni e l’importanza visiva rispetto agli oggetti più distanti. La scelta di un’inquadratura verticale può inoltre aumentare il senso di profondità rispetto ad un’inquadratura orizzontale, permettendoci di includere nella fotografia una maggior porzione di primo piano.


– Dirigere l’attenzione dello spettatore e trasmettere emozioni con le linee
Le linee all’interno di una scena implicano movimento e ci suggeriscono l’orientamento e la direzione per guidare lo sguardo dell’osservatore. Non necessariamente sono evidenti ma possono anche essere immaginarie e suggeriteci dal posizionamento dei vari oggetti del paesaggio. Le linee guida che si estendono dal primo piano allo sfondo sono particolarmente potenti ai fini compositivi e aiutano
lo spettatore ad addentrarsi nella scena fotografata: un fiume che curva, un sentiero serpeggiante, la sponda sinuosa di un lago possono essere delle ottime linee guida per dirigere lo sguardo verso il soggetto principale.
La loro forma può anche suggerirci alcuni sentimenti:
Le linee verticali ci danno una sensazione di potenza, maestosità e slancio
Le linee orizzontali ci suggeriscono tranquillità e calma
Le linee oblique trasmettono movimento e sensazioni di instabilità e tensione
Le linee curve sinuose o a S ci trasmettono movimento tranquillo, morbidezza, sensualità.
Le linee a zig zag o spezzate trasmettono dinamismo, movimento scattante e nervoso
Le linee inoltre possono per la nostra abitudine di leggere da sinistra a destra avere significati differenti in base alle direzioni che hanno e possono anche essere di impedimento per il nostro viaggio visuale all’interno della fotografia.
Una linea obliqua che parte nell’angolo in alto a sinistra guiderà il nostro sguardo verso il basso a destra e una linea che parte dall’angolo in basso a sinistra guiderà lo sguardo verso l’alto a sinistra. La linea orizzontale potrebbe invece essere una barriera e, se non interrotta, potrebbe rendere difficoltoso passare oltre di essa con lo sguardo.


– Equilibrio tra gli oggetti
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Per una composizione efficace ci vuole equilibrio tra i vari oggetti della scena fotografata. Immaginando di dare un peso ai singoli elementi cerchiamo di disporli in modo che siano in perfetto equilibrio tra loro come in una bilancia. Oggetti di grandi dimensioni hanno un peso maggiore di quelli piccoli e lo stesso vale per gli oggetti più scuri che hanno solitamente un peso maggiore di quelli chiari. Inoltre soggetti umani, animali, il sole… hanno un peso maggiore di tutto il resto. Immaginando il fulcro della nostra bilancia nel centro dell’immagine cerchiamo di disporre i soggetti in modo da ottenere un equilibrio perfetto.


– Forme ripetute
Il nostro occhio è attratto dalle forme o dai colori che si ripetono. Utilizziamo quindi a nostro favore la presenza di più soggetti simili presenti nella location come piante, fiori, texture nel terreno, foglie, pietre…


– Incorniciare i soggetti
L’utilizzo di una cornice naturale o artificiale è uno strumento molto valido per creare profondità in una fotografia, semplificando una composizione e focalizzando l’attenzione sugli elementi importanti della scena. Possiamo utilizzare per esempio gli alberi, gli archi naturali e le finestre di una casa per realizzare una cornice efficace.


– Fornire un punto di partenza logico per il viaggio visivo dello spettatore
Inserendo nella fotografia un soggetto forte in grado di attirare subito l’attenzione di chi osserva, si aiuta il movimento visivo all’interno dell’immagine in quanto forniamo un punto di partenza dal quale spaziare con gli occhi. Le cosiddette  “ancore visive” sono generalmente posizionate nel primo piano di un’immagine e guidano lo sguardo verso lo sfondo, ma continuano ad attirare lo sguardo su di esse. Cerchiamo a questo scopo qualsiasi elemento possa spiccare su tutto il resto e inseriamolo nella nostra composizione.


– Utilizzare la luce a nostro favore
Non dimentichiamoci mai che è la luce a fare la fotografia. Il paesaggio sotto il forte sole di mezzogiorno può apparire duro ai nostri occhi e poco attraente da fotografare, meglio quindi attendere la calda luce di un tramonto o dell’alba.
D’altra parte, la luce ha un altro ruolo che può svolgere: quella di un importante elemento della composizione. Così, le forme e le linee che si creano tra le zone di luce e le zone d’ombra, diventano elementi compositivi che possono essere utilizzati a nostro favore.


– L’importanza del primo piano
Non sottovalutiamo mai l’importanza del primo piano in fotografia paesaggistica.
Anche se il soggetto principale della fotografia si trova sullo sfondo ( una montagna, un promontorio, un albero…), il primo piano ha comunque una grande importanza per dare profondità e valorizzare il soggetto. Spendiamo del tempo per ricercare qualcosa di veramente interessante da inserire nella composizione perché l’aggiunta di un primo piano banale e disordinato non solo non porterebbe nessun beneficio ma potrebbe addirittura essere controproducente.


– Riflesso nell’acqua
Tutto o niente. Il riflesso in uno specchio d’acqua è solitamente un elemento importante nella fotografia di paesaggio perché è in grado di valorizzare il soggetto e aggiungere interesse nell’osservatore. Stiamo quindi attenti a non tagliare parte di esso, perché andrebbe a rompere l’armonia creata dalla simmetria del riflesso con il soggetto.


– Usare la figura umana
In alcuni casi può essere di aiuto se non indispensabile utilizzare una figura umana per dare un metro di paragone all’interno della fotografia. Utilizzare una piccola silhouette di un uomo nella fotografia di paesaggio può rendere meglio l’idea di vastità e maestosità di un luogo, ma attenzione al grande peso che la figura umana ha all’interno dell’immagine, perché potrebbe catalizzare l’attenzione su di sé e distrarre l’attenzione da tutto il resto.


– Crop
Anche se abbiamo studiato con molta attenzione la scena in fase di scatto, non è infrequente che si renda necessario ritagliare l’immagine per migliorarne la composizione. Stiamo però attenti ad utilizzare il crop con parsimonia in quanto perderemo inevitabilmente dettaglio.


Alcuni esempi di composizioni efficaci:
_DSC8764qqqqqgfdsgdefw      “Maurienne dream” © Marco Barone
In questo scatto possiamo notare che la regola dei terzi è stata rispettata. Ho inserito l’orizzonte del paesaggio sulla riga superiore, il ruscello termina sulla riga di sinistra e la cascatella in primo piano si trova sul punto di intersezione inferiore destro.Inoltre il ruscello crea una naturale linea guida per lo sguardo verso le montagne dello sfondo.


_DSC3067iuiuikhv         “Dark lake” © Marco Barone
Anche in questo scatto la regola dei terzi è rispettata in quanto il laghetto occupa 2/3 dell’immagine e ci sono delle linee guida create dall’erba galleggiante che accompagnano l’occhio dell’osservatore verso la montagna sullo sfondo. Le nuvole scure incorniciano inoltre la montagna ed il suo riflesso concentrando lo sguardo su di essa.


_DSC0973aaa       “Blue mud” © Marco Barone
In questo scatto la regola dei terzi è rispettata perché la linea di confine tra il primo piano e il lago si trova sul terzo superiore e il riflesso della luna si trova indicativamente sull’intersezione superiore sinistra. Il primo piano è poi formato da un’interessantissima texture di forme irregolari che si ripetono e che creano inoltre delle linee zigzaganti che aiutano lo sguardo a dirigersi verso lo sfondo. Il riflesso della luna nell’acqua funge da interruzione per la linea orizzontale della sponda e ci permette di passare agevolmente oltre con lo sguardo.


_DSC8683mk      “Autumn” © Marco Barone
In questo scatto è stato sfruttato il forte contrasto tra la zona di bosco illuminata dal
sole e le zone d’ombra. Il ripetersi delle forme triangolari dei larici e delle linee verticali dei loro tronchi crea inoltre un’interessantissima texture. E’ stato utilizzato un teleobiettivo per inquadrare soltanto il bosco e per evitare quindi elementi di disturbo come rocce o porzioni di cielo.


_DSC8053oy       “Primordial earth” © Marco Barone
In questo scatto abbiamo una forte linea guida sinuosa che attraversa 2/3 della fotografia e accompagna il nostro sguardo sullo sfondo. Le nuvole scure incorniciano inoltre la montagna ( il soggetto della foto) e aiutano a concentrare l’attenzione su di essa. La regola dei terzi è rispettata in quanto la linea sinuosa termina nell’intersezione superiore destra e la fine del laghetto si trova sulla riga superiore.
Abbiamo inoltre una stupenda texture sul fango del primo piano che rende maggiormente interessante questo scatto.

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ISOLE AZZORRE – Flores

 FLORES, un giardino botanico in mezzo all’Atlantico


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Foto panoramica della cascata Ribeira Grande alta più di 200m. Nikon D800, Tokina 16-28mm, treppiede, 16mm, 1/13 s, f16, 6 scatti verticali

La scelta delle Azzorre è stata determinata dal nostro desiderio di mete poco battute dal turismo di massa, siamo alla ricerca di luoghi quasi incontaminati, dove è ancora possibile respirare la connessione armoniosa ed equilibrata tra dimensione umana e natura.

Dopo aver studiato su google il territorio, il clima, la densità demografica relativa a ciascuna delle 9 isole dell’arcipelago delle Azzorre, abbiamo optato per visitare  Faial (ve ne parleremo in un prossimo articolo) e Flores, che è la meta che più ci ha attratti per la sua natura incontaminata e la popolazione esigua.

Abbiamo organizzato tutto autonomamente tramite internet, dai voli aerei al noleggio auto, abbiamo prenotato dall’Italia anche la casa rurale a Flores mentre per Faial ci siamo organizzati in loco.

Le compagnie aeree sia per quanto concerne il volo Milano -Lisbona ( TAP portugal) che per quel che concerne i voli interni Lisbona – Faial e Faial – Flores (Sata), sono efficienti e ben organizzate, nulla da contestare.

Le nostre aspettative non sono state deluse, anzi la realtà assaporata e gustata è andata bel oltre ogni possibile aspettativa.


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Tramonto sulla splendida costa di Fajã Grande. Nikon D300, Tokina 11-16mm, treppiede, filtro ND 9 stop, 16mm, 25 s, f14

Flores è, come tutte le Azzorre, di origine vulcanica ed è quindi prevalentemente montuosa, con imponenti scogliere che si gettano a picco sul turbolento oceano. L’isola, grazie ad un clima subtropicale atlantico  molto umido , è un immenso giardino botanico, il paesaggio ha un colore verde smeraldo cangiante ed è tappezzato da infinite ortensie color blu e turchese, che segnano i confini dei diversi appezzamenti , dove ruminano libere e beate mucche e vitellini. L’ entroterra è totalmente disabitato ed è costellato di crateri vulcanici tutti occupati da magnifici laghi. Le strade sono in condizioni perfette e attraversano l’isola in lungo e in largo, si può scegliere liberamente tra il giro della costa o il percorso intorno ai monti con salite e discese vorticose. Il cielo e le condizioni atmosferiche sono molto instabili e possono cambiare da un versante all’altro della costa; non è improbabile, come è successo a noi,  trovare pioggia e nubi su un lato dell’isola e cielo sereno sul lato opposto.


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Natura rigogliosa e splendide cascate – Poço da Alagoinha vicino a Fajã Grande. Nikon D800, Tokina 16-28mm, treppiede, 16mm, 1/8s, f13

Se chiudiamo gli occhi riusciamo a percepire il profumo di fiori e piante che inebriavano l’aria durante le nostre passeggiate, sì Flores è un piccolo, infinito angolo di paradiso. La prima sensazione che ha pervaso le nostre anime appena arrivati sull’isola è stata una sensazione di purezza e abbiam pensato: “è così che l’Universo aveva dato vita al mondo e l’intervento dell’uomo su questa porzione di Pianeta è quasi impercettibile”.

Sì, perchè a Flores gli isolani vivono in modo semplice e modesto nel pieno rispetto dell’ambiente che li circonda, si respira l’essenzialità dell’esistenza, estranea dalle influenze dello sfrenato consumismo generato dal capitalismo occidentale, finalizzato al perseguimento di un profitto senza misura. Quel che ci ha sorpresi è la cordiale, gentile disponibilità degli abitanti, i quali non chiudono le porte di casa a chiave e non mostrano segni di tensione, di stress o frustrazione. Non si percepisce alcuna diffidenza nei loro occhi e e non si prova quella consueta sensazione che l’interlocutore ti voglia “fregare”. Quest’isola potrebbe rappresentare la realistica visione dell’intramontabile classico “Utopia” di Thomas More. Faja Grande con le sue surreali cascate e verdi e lussureggianti montagne dona un senso di trascendenza quasi mistica che va oltre il vivere quotidiano.


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La bellissima cascata Poço do Bacalhau a Fajã Grande dove è possibile fare il bagno circondati da una natura lussureggiante. Nikon D300, Tokina 11-16mm, treppiede, filtro ND 9 stop, 12mm, 8 s, f8

Flores e Corvo per i loro ecosistemi naturali sono state riconosciute come “worldwide” e classificate dal 2007 dall’UNESCO, come “Biosphere Reserve” e santuario della vita animale. Un segno di conservazione e sviluppo sostenibile che onora la gente del luogo e attrae i turisti. Flores vive di un turismo ecosostenibile nel pieno rispetto dell’ambiente, della natura e del lavoro, dove il veleno del profitto, dell’egoismo e dell’insoddisfazione, non ha contaminato il cuore dell’uomo e della terra. Non esistono grandi strutture alberghiere e al fine di non deturpare la bellezza paesaggistica del territorio, gli isolani si sono opposti alla costruzione di villaggi turistici. Vi sono le case rurali presso le quali è possibile affittare la camera e alcuni hotel. La particolarità gastronomica dell’isola è rappresentata dal sapore genuino e autentico sia della carne bovina che del pesce, la cucina è semplice e originale e le portate sono più che abbondanti a costi irrisori. I ristoranti sono a conduzione familiare, molto caratteristici e anche se la struttura è modesta e sobria, la bontà del cibo è eccellente. Il caffè a Flores, come in tutto il Portogallo, non ha nulla da invidiare al caffè espresso italiano, anzi ci manca il consueto appuntamento presso il bar sull’oceano di fronte alle verdi scogliere, dove assaporavamo le gustosissime pastel de nata con un caffè dall’aroma unico e delicato, mentre la brezza soffiava sui nostri sorrisi distesi e felici.


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Tramonto al faro di Ponta do Albernaz. Nikon D300, Tokina 11-16mm, treppiede, 11mm,1/5 s, f16

CONSIGLI FOTOGRAFICI:

L’isola di Flores è un luogo magico che offre una miriade di occasioni per fare buone fotografie. A farla da padrone è la bellezza dei paesaggi incontaminati, quindi è assolutamente consigliato un obiettivo grandangolare da 14/16mm su fullframe o 10/12 su Apsc. E’ altresì consigliato un buon teleobiettivo (100-300mm) per cogliere i dettagli e per poter fotografare l’avifauna presente sull’isola. Indispensabile è un buon cavalletto per poter fotografare anche nelle giornate di forte vento o col cielo coperto e poca luce. Inoltre è meglio portare un filtro fotografico ND da 9/10 stop per poter creare l’effetto setoso dell’acqua, sia delle numerose cascate presenti sull’isola che dell’oceano che si infrange sugli scogli di nera roccia vulcanica.


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Tipico scorcio dell’entroterra di Flores con infinite siepi di ortensie. Nikon D800, Tokina 16-28mm, treppiede, 16mm, 1/80s, f13

CONSIGLI PER IL VIAGGIO:

Voli aerei e traghetti:

Meglio muoversi per tempo (con qualche mese di anticipo) per prenotare i voli, soprattutto quelli della compagnia SATA tra isola e isola,  in quanto anche in periodo estivo sono pochi e non è detto che sia facile trovare posto. E’ possibile spostarsi tra le isole anche in traghetto ma vista l’estrema distanza tra la prima e l’ultima isola (600km) è sicuramente più indicato l’aereo. Il traghetto puo’ essere una soluzione per brevi spostamenti tra le isole di un singolo gruppo ( gruppo orientale: São Miguel e Santa Maria  –  gruppo centrale: Terceira, Graciosa, São Jorge, Pico e Faial  –   gruppo occidentale: Flores e Corvo).

Noleggio auto:

Stesso discorso per l’affitto auto in quanto la disponibilità è ridotta ed i costi possono essere elevati se si arriva all’ultimo minuto! Su alcune isole esistono compagnie locali con prezzi più abbordabili delle compagnie più conosciute, quindi meglio fare una ricerca online.

Dormire:

Anche per dormire è meglio muoversi con largo anticipo. Non esistono molte strutture ricettive sulle isole e, anche se l’estrema disponibilità degli azzorriani potrebbe esservi di aiuto per trovare una stanza in affitto all’ultimo minuto, è meglio prenotare dall’Italia per non incorrere in brutte sorprese.

Mangiare:

Nelle Azzorre si mangia benissimo, i prezzi sono generalmente molto contenuti e non conviene fare acquisti nei pochi “supermercati” per farsi da mangiare. Pesce e carne sono di eccelsa qualità ed i vini portoghesi sono veramente ottimi.


Non vogliamo raccontarvi di più, perchè non vogliamo svelarvi tutte le meraviglie che può offrire questo posto magico. E per chi decidesse di fare un giro a Flores indichiamo un po’ di riferimenti che possono tornare utili. Buon viaggio e buon divertimento.

Link utili:

compagnia aerea TAP Portugal

compagnia aerea SATA

traghetti Atlânticoline

traghetti Transmaçor

Noleggio auto ilhaverde

Portale ufficiale del Turismo delle Azzorre

map-flores-azores-big       clicca sulla mappa per vederla ingrandita

Leggi anche il nostro articolo sull’ isola di Faial:

https://reflexinviaggio.com/2015/08/15/isole-azzorre-faial/

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